Francesca, 26 anni, tolti i panni della maestra d’asilo veste quelli di soccorritore della Croce d’Oro: una divisa arancione fosforescente e tanta voglia di fare.
In un momento delicato della sua vita e con il timore di andare alla deriva, nel2008 hadeciso di iniziare questo cammino di volontariato perché, cresciuta con sani valori, voleva finalmente sentirsi utile e impegnata fisicamente e soprattutto psicologicamente. Non avendo però alcun tipo d’esperienza in ambito medico, la paura di non farcela era tanta, ma il suo carattere determinato le ha permesso di vivere un’esperienza, a suo avviso, straordinaria!
«Tutto è iniziato per caso dopo un intervento del 118 ad un familiare – spiega – e da lì i timori sono svaniti perché la curiosità e l’amore per il prossimo hanno preso il sopravvento ed ora mai e poi mai lascerei quella che è diventata la mia seconda famiglia!». Francesca si è subito sentita accolta in un gruppo che, seppur composto da persone di età diversa, riesce a collaborare in ogni situazione: ognuno lascia a casa i propri problemi personali per mettersi a completa disposizione delle persone soccorse.
Ecco allora che ha iniziato un percorso di formazione della durata di 120 ore a cadenza bisettimanale che prevede una prova intermedia a cura degli istruttori della Croce d’Oro ed una finale valutata, invece, dal 118. Quest’ultima è costituita da tre prove (quiz a risposta multipla, soluzione di uno scenario, prova del defibrillatore) superate le quali si ha la certificazione che Francesca ha ottenuto il 18 aprile 2009 e che permette di prendere servizio effettivo, anche se già durante la seconda metà del corso è consentito ad ogni aspirante soccorritore uscire in ambulanza per vivere in prima linea le situazioni di emergenza.
«Serietà, spirito di collaborazione, una buona dose di sangue freddo, ma soprattutto solarità sono alcune delle qualità che un buon soccorritore dovrebbe avere – continua Francesca – perché non basta intervenire tempestivamente, ma bisogna anche saper donare un sorriso a chi, spaventato, ci sta davanti». Non dobbiamo dimenticare che è un tipo di volontariato particolare e, in un certo senso, anche pesante perché viene svolto dopo una lunga giornata di lavoro, e perché ogni volontario che prende sul serio questa missione dovrebbe garantire due notti al mese e almeno un festivo ogni due mesi. «Ma alla fine del turno il “guadagno” è immenso – conferma – perché ti gratifica sapere che il tuo intervento ha aiutato gli altri, e persino la stanchezza passa in secondo piano».
L’ambiente è per lo più giovane e le esperienze vissute sono tra le più varie. Oltre alle notturne di routine, per raccogliere i fondi adeguati al suo mantenimento, la Croced’Oro svolge attività di assistenza sanitaria in feste di quartiere o eventi sportivi (anche a San Siro!) e, cosa curiosa, i più giovani del gruppo hanno persino partecipato ad un concorso di MTV girando in sede un vero e proprio Lib dub (videoclip n.d.r.) tutt’ora in rete!
«Adoro quando ci chiamano “gli angeli della notte”», ci dice con un sorriso, e a pensarci bene è proprio così!
/Laura Misani

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